Ginevra's profileNo Poetic DevicePhotosBlog Tools Help

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    whoknew

    [Ho internet per dei brevi e sporadici momenti, che uso per guardare Grey's Anatomy.
    Premesso ciò, mi permetto di scrivere un ennesimo post inutile e insensato.]
     
     
    C'è qualcosa che mi consuma, che mi divora dall'interno.
    Ho imparato a reprimerla, ho scoperto quali sono i limiti da non oltrepassare, so sempre quando arriverà quel dolore, e agisco di conseguenza.
    Direi che si trova esattamente in mezzo allo sterno quando comincia a bruciare e a togliermi il respiro.
    Basterebbe così poco, così poco da parte tua per evitare tutto questo.
    Non sai cosa vuol dire avere paura di uscire di casa. Non sai cosa vuol dire impazzire di dolore.
    Avevo qualcosa, una volta, qualcosa che mi faceva essere diversa. Ora in mezzo a una folla sparisco, e mi fa paura.
    Mi fa paura tutto.
    Eppure ci sto provando, mi sto sforzando così tanto che a fine giornata crollo sul letto, senza riuscire dormire, per la troppa spossatezza.
    A cosa serve? Non vedo un miglioramento, eppure ne è passato di tempo.
    Rigiri il coltello nella piaga, e ti diverti anche. O forse sono io a rigirarlo da sola, sì, forse sono io.
    Sono io il problema. Sono io.
     
    rAin
     

    rent

    è come guardare in uno specchio deformante, sapere cosa pensa la gente di te.
    Perchè tu hai un'idea di come sei, ma magari gli altri ti percepiscono in modo diverso.
    Una volta avrei fatto tante belle riflessioni su questo concetto, ma non ora, ora sono stanca di tutte le parole inutili.
    Perchè la mia vita è un disastro, un enorme punto di domanda, un nodo impossibile da sciogliere, e si perde troppo tempo con le parole di questi tempi, si perde troppo tempo a pensare, e poi, pensare sempre alle stesse cose fa male, perchè ti fai un sacco di paranoie e non arrivi mai a niente di concreto, perchè se riuscissi a risolvere anche solo uno dei problemi che ho forse comincerei a essere più ottimista, ma non riesco, e sto impazzendo del tutto.
    Perchè odio le parole, quelle stesse parole che prima amavo così tanto, ora le odio con tutta me stessa, e non le voglio scrivere, non le voglio sentire, non voglio che esistano. Odio le parole perchè sono solo parole, non sono tangibili.
    Perchè le parole ti tradiscono sul più bello, scivolano via e ti lasciano da solo, e allora ti spaventi e cominci a tremare, ma loro non tornano, o se tornano non sono mai quelle giuste.
    Odio le parole. Odio te e odio le parole. Tu sei come loro, mi hai lasciata sola.
    Pensavo di meritare di più, ed è sempre questo il mio errore. Non devo sopravvalutarmi, una stupida ero e una stupida rimango.
    Posso riempirmi di belle parole, ma le parole non mi servono più a niente.
    A te servono ancora, ci scommetto. Ti servono per nascondertici dietro.
    E allora cosa sono qui a fare? Perchè continuo a scrivere?
    Eh, perchè nonostante l'odio profondo per le parole, io non so fare altro che scrivere.
    Un bel conflitto d'interessi.
     
    E la cosa più buffa lo sai qual è? Uscita dagli orali, dopo una settimana di esami, appena ho saputo l'esito finale, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata di chiamarti. Avrei voluto raccontarti tutto, da Diodoro Siculo (grrrrrr odio profondo) all'orale di ginnastica (un campo da pallavolo è lungo 18 metri a quanto pare), avrei voluto dirti che sì ero passata, ero ufficialmente in prima. Poi però, mi sono ricordata che no, non potevo farlo. Non potevo farlo. E improvvisamente, tutta la gioia di aver passato gli esami era svanita, e un dolore lancinante mi lacerava  il petto, ed era come se avessi avuto tutte le costole rotte.
    Ma non ti interessa, non ti è mai interessato. E cristoddiddio, se ti vedessi ti butterei sotto il primo tram.
     
     
    Your eyes, as we said our goodbyes,
    can't get them out of my mind,
    and i find, i can't hide from your eyes,
    the ones that took me by surprise,
    that night you came into my life,
    when there's moonlight, i see your eyes.
    How'd i let you slip away
    when i'm longing so to hold you?
    Now i'd die for one more day
    'cause there's something i should have told you
    when i looked into your eyes.
    Why does distance make us wise?
    You were the song all along,
    and before the song dies,
    i should tell you,
    i should tell you,
    i have always loved you.
    You can see it in my eyes.
    (da Rent)
     
    rAin